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Patrick Gaubert

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La caldaia perde pressione ma non ci sono perdite – Cosa fare

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  • Come funziona la pressione in una caldaia e quale valore aspettarsi
  • Perché la pressione cala anche se non ci sono perdite apparenti
  • Primi controlli da fare: che cosa osservare e come provare
  • Il ruolo del vaso di espansione e come riconoscere i suoi sintomi
  • Valvola di sicurezza e scarico: dove guarda l’acqua che “sparisce”
  • Perdita interna allo scambiatore o alla caldaia: segnali più sottili
  • Cosa puoi fare subito: operazioni sicure e temporanee
  • Quando non intervenire da solo e come scegliere il tecnico giusto
  • Manutenzione preventiva: come evitare il problema in futuro
  • Conclusione: agire con metodo e non farsi prendere dal panico

La caldaia perde pressione ma non ci sono perdite: è una situazione frustrante e per certi versi ingannevole. Guardi sotto l’apparecchio, controlli i termosifoni, passi mani e strofinacci eppure niente: nessuna pozza, nessuna gocciolina. Eppure l’indicatore sul pannello scende, magari anche nel giro di qualche giorno. Cosa sta succedendo? In questa guida vedremo come diagnosticare il problema, quali controlli pratici puoi fare in sicurezza e quando invece è il caso di chiamare un tecnico. Ti spiegherò i termini essenziali senza complicarti la vita e ti darò suggerimenti pratici che puoi applicare da solo, se ti senti a tuo agio, o che ti aiuteranno a parlare con più cognizione di causa con un professionista.

Come funziona la pressione in una caldaia e quale valore aspettarsi

Abbassare la pressione in una caldaia è un fenomeno normale se la caldaia non è stata riempita o se c’è stata una perdita d’acqua. In un impianto domestico a circuito chiuso la pressione ideale a freddo si aggira intorno a 1–1,5 bar; quando il sistema è in funzione e l’acqua si espande la pressione può salire, fino a valori intorno a 1,8–2 bar nei sistemi ben tarati. Se l’indicatore scende sotto 0,8–1 bar, spesso la caldaia non riesce più ad accendere la pompa o a riscaldare correttamente, e compare il messaggio di “bassa pressione”. La parola “bar” la incontrerai spesso e indica semplicemente unità di pressione; niente di complicato, basta conoscere i numeri chiave per capire se sei vicino al problema.

Perché la pressione cala anche se non ci sono perdite apparenti

Ci sono diverse cause che possono far scendere la pressione senza apparenti fuoriuscite d’acqua. Una delle più comuni è un piccolo sfiato, magari su una giuntura o su un radiatore, che perde pochissimo e asciuga rapidamente: goccia dopo goccia l’acqua evapora e non resta traccia evidente sul pavimento. A volte il problema sta nel gruppo di sicurezza o nella valvola di scarico: se la valvola si apre per un motivo qualsiasi, l’acqua viene convogliata verso lo scarico esterno e tu non la vedi. Un’altra causa frequente è il vaso di espansione guasto. Il vaso di espansione serve a compensare l’aumento di volume dell’acqua quando il sistema si riscalda. Se la membrana interna perde il suo precarico d’aria, il vaso non compensa più correttamente e la pressione può scendere o variare in modo anomalo. Anche uno scambiatore danneggiato o una perdita interna alla caldaia possono portare alla stessa situazione: l’acqua trova una via d’uscita interna e finisce nello scarico senza macchiare il pavimento.

Primi controlli da fare: che cosa osservare e come provare

Iniziare dai controlli semplici ti farà risparmiare tempo e, spesso, anche soldi. Prima di tutto osserva il pannello della caldaia: annota il valore della pressione a freddo, poi riaccendi il riscaldamento e controlla come varia. Se la pressione sale sensibilmente con la caldaia in funzione e poi scende quando si spegne, il problema può essere legato al vaso di espansione. Se invece la pressione cala continuamente, anche a impianto freddo, sospetta una perdita, pure microscopica. Un trucco pratico è segnare con una matita il livello della pressione e annotare l’ora e la data; torna dopo un giorno o due e vedi quanto è scesa. Cerca poi segni di umidità sotto la caldaia, intorno alle giunzioni dei radiatori e dietro i battiscopa. Un fazzoletto o della carta da cucina possono aiutare a intercettare tracce che a occhio nudo non si vedono: passali intorno ai tubi sospetti e guarda se si inumidiscono.

Il ruolo del vaso di espansione e come riconoscere i suoi sintomi

Il vaso di espansione è spesso il colpevole quando la pressione si comporta in modo strano ma non ci sono segni di perdite. È un componente con una membrana interna che separa l’acqua dall’aria precaricata. Se quella membrana si danneggia o l’aria fuoriesce, il vaso non può più assorbire l’aumento di volume dell’acqua e la pressione diventa instabile. Come capirlo? Se, al riscaldarsi dell’impianto, la pressione sale molto oltre il normale e poi la caldaia apre la valvola di sicurezza per scaricare acqua, è probabile che il vaso non stia facendo il suo lavoro. Un altro indizio è una pressione che cala quando l’impianto si raffredda e risale quando si scalda, ma con variazioni esagerate. Controllare il vaso richiede un po’ più di dimestichezza: sul vaso c’è spesso una valvola simile a quella degli pneumatici (valvola Schrader). Con un manometro da pneumatici puoi misurare la pre-carica d’aria; questa operazione richiede che il sistema sia depressurizzato, quindi non la eseguire mai a impianto in pressione o senza avere chiaro cosa stai facendo. A volte basta aggiungere aria con una pompa per pneumatici per ripristinare la funzionalità, altre volte la membrana è rotta e serve sostituire il vaso.

Valvola di sicurezza e scarico: dove guarda l’acqua che “sparisce”

La valvola di sicurezza, chiamata anche gruppo di sicurezza, serve a proteggere l’impianto da sovrappressioni. Se si apre, l’acqua viene convogliata fuori attraverso un tubo di scarico, spesso sul lato dell’edificio o vicino alla base della caldaia. Questo scarico è facile da ignorare perché convoglia fuori una quantità che può sembrare minima e si perde all’esterno. Controlla il percorso del tubo di scarico: se è umido o ci sono segni di incrostazioni calcaree o deposito bianco, probabilmente la valvola si apre regolarmente. L’apertura può essere dovuta a un problema momentaneo di pressione o a un malfunzionamento. Se il tubo di scarico è ostruito, invece, la valvola può non riuscire a scaricare e questo può creare altre anomalie più pericolose, quindi è un elemento da osservare con attenzione.

Perdita interna allo scambiatore o alla caldaia: segnali più sottili

Non tutte le perdite sono esteriori. Un difetto nello scambiatore primario o in altre parti interne della caldaia può far convogliare l’acqua verso lo scarico interno, senza fuoriuscire visibilmente. In questi casi la pressione cala ma non trovi tracce di umidità. Un sintomo tipico può essere la comparsa di rumori anomali, fumo o odori inusuali, la formazione frequente di aria nell’impianto o un aumento della condensa del bruciatore. Queste situazioni richiedono intervento professionale, perché la diagnosi e la riparazione implicano smontaggi e prove tecniche che non sono alla portata di tutti.

Cosa puoi fare subito: operazioni sicure e temporanee

Se la caldaia ha perso pressione e vuoi intervenire subito per farla ripartire, puoi riempire l’impianto fino al valore consigliato. La maggior parte delle caldaie moderne ha un rubinetto di riempimento o una coppia di rubinetti (detta anche “fill loop” o “rubinetto di riempimento”) facilmente accessibili sotto l’unità. Con la caldaia spenta, apri lentamente il rubinetto finché l’indicatore non raggiunge circa 1,2–1,5 bar, poi richiudi. Non dimenticare: una volta riportata la pressione al valore corretto, chiudi sempre il rubinetto. Lasciarlo aperto può causare sovraccarico o perdite. Se non sei sicuro di dove sia il rubinetto o se non ti senti a tuo agio, fermati e chiama il tecnico. Un altro intervento possibile è verificare e chiudere i valvolini di sfiato dei radiatori: se li avevi aperti per spurgo, assicurati che siano ben chiusi, perché anche da lì può uscire acqua senza accorgersene.

Quando non intervenire da solo e come scegliere il tecnico giusto

Se dopo aver riempito l’impianto la pressione continua a scendere in modo significativo, se vedi acqua su componenti elettrici, o se senti odore di gas, non insistere con tentativi fai-da-te. In questi casi devi spegnere la caldaia, isolare l’alimentazione elettrica e, se senti odore di gas, chiudere la valvola di gas e contattare immediatamente il servizio di emergenza. Per le riparazioni ordinarie e per la diagnosi approfondita cerca un tecnico abilitato con esperienza sulle marche e sui modelli di caldaia simili alla tua. In Italia è importante che il tecnico sia abilitato e che rilasci il rapporto di controllo fumi e l’eventuale certificazione degli interventi. Chiedi sempre una diagnosi scritta e un preventivo dettagliato prima di autorizzare lavori importanti come la sostituzione del vaso di espansione o dello scambiatore.

Manutenzione preventiva: come evitare il problema in futuro

Una manutenzione regolare riduce drasticamente la probabilità che la caldaia perda pressione senza che tu riesca a individuarlo. Un controllo annuale da parte di un tecnico abilitato comprende la verifica delle parti in pressione, la pulizia dello scambiatore, il controllo del vaso di espansione, la verifica delle tenute e della valvola di sicurezza. Spurgare i radiatori almeno una volta la stagione è utile per evitare aria nel circuito, cosa che può falsare i segnali di pressione e peggiorare l’efficienza. Tenere d’occhio il pannello e segnare il livello della pressione ogni tanto è un’abitudine semplice che può prevenire sorprese. Un piccolo aneddoto: conosco un vicino che ogni autunno annotava la pressione e ogni primavera richiamava il tecnico per un controllo; negli anni non ha mai avuto perdite serie, e mi diceva sempre con un sorriso che “la caldaia è come un’auto: la cura paga”.

Conclusione: agire con metodo e non farsi prendere dal panico

Se la tua caldaia perde pressione ma non ci sono perdite visibili, non farti prendere dal panico. Parti dai controlli più semplici: osserva il pannello, segna la pressione, cerca tracce di umidità e controlla il tubo di scarico della valvola di sicurezza. Se riempire l’impianto risolve temporaneamente il problema e la pressione rimane stabile, continua a monitorare. Se invece il fenomeno si ripete o sospetti il vaso di espansione o una perdita interna, è il momento di chiamare un tecnico abilitato. La sicurezza viene prima di tutto: non tentare interventi complessi se non hai esperienza. Con un po’ di metodo, pazienza e l’aiuto giusto, la causa si trova quasi sempre e si risolve. Metti insieme le informazioni che hai raccolto: la descrizione dei sintomi, i valori della pressione e le eventuali anomalie visive; saranno preziose quando parlerai con il professionista. Buon lavoro e, se vuoi, posso aiutarti a preparare una breve lista di controllo da usare quando chiami il tecnico, così arrivi preparato e risolvi più in fretta.

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Patrick Gaubert

About Patrick Gaubert

Patrick Gaubert è un autore dalle numerosi passioni e competenze, un esploratore insaziabile del mondo pratico e manuale che ha saputo unire l'interesse per i lavori domestici, il fai da te e lo sport. Sul suo sito personale, Patrick condivide il frutto di anni di esperienze, sperimentazioni e scoperte, guidando i suoi lettori attraverso il variegato universo dei suoi interessi con una serie di guide dettagliate.

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